Facebook vs CasaPound: una prospettiva Pirata

Facebook non ha bisogno di censurare per impedire ad un messaggio di diffondersi.
Controlla le timeline di milioni di elettori, può nascondere un comunicato sotto milioni di gattini.

Dunque anche se Facebook non avesse censurato CasaPound e Forza Nuova , continuerebbe a condizionare la politica delle democrazie in cui è radicato. Continuerebbe, perché lo fa già.

Dunque è frivolo difendere il diritto di espressione di CasaPound su Facebook.
Chi censura i fascismi danneggia la democrazia, vittimizzandoli e permettendogli di agire incontrastati.
Chi difende Facebook danneggia la democrazia, giustificando il controllo di massa.
L’uno e gli altri sono nemici della democrazia.
E strumentalizzando vicendevolmente le reciproche mosse, diventeranno più forti.

Se credi nella democrazia non farti manipolare:

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son curioso però, chi ha deciso che è censura questa?

Splendida domanda.

Facebook non è un’autorità pubblica e non svolge una funzione pubblica, dunque effettivamente parlare di censura è tecnicamente impreciso. Tuttavia, su Facebook, Facebook è un’autorità ed in quel contesto ha rimosso pagine pubblicate da un utente sulla base del loro contenuto politico rendendole irraggiungibili sul proprio canale.
In questo senso ha operato una censura.

Vi è poi da considerare che se Facebook può determinare (come può) l’esito di referendum o di un’elezione facendo leva sul controllo cognitivo sui propri utenti di cui dispone, il suo potere non è troppo distante da quello di un Governo.

Il fatto che quelle pagine fossero in contrasto con i ToS (come erano) è irrilevante: lo erano sin dalla propria pubblicazione.

Più interessante è osservare che Facebook dispone di un brevetto sullo Shadow ban.
Se avesse voluto, avrebbe potuto adoperarlo con CasaPound e Forza Nuova. (:rofl:)

In altri termini, se la cantano e se la suonano.
La cosa più saggia che un Pirata può consigliare è di lasciare Facebook.
Un Pirata… e chiunque creda nella Democrazia.

da quanto scrivi, mi aspetterei maggior precisione: sono state rimosse alcune pagine pubbliche per aver violato (non si sa quante volte) le condizioni del servizio. il riferimento alla politica dov’è?

edit: aggiungo, trovo quasi intollerabile che qui dentro non si conosca come funzionino i servizi su internet, servizi su cui si vuole poi legiferare

Quando ti iscrivi ad Fb accetti le loro policy, te le spiegano bene prima, se le rispetti bene se no amen, dopo non frignare.

No, qui è sbagliato. Non sono state tolte sulla base del loro contenuto politico e FB ha dato la sua versione dei fatti che è al di là della politica stessa.

Chi gli ha dato questo potere? Non credo che abbiano obbligato le persone ad iscriversi a fb.

Eh no, è qui il problema. A casa mia, se io ti obbligo a non parlare di “x” e tu parli di “x”, io ho tutto il diritto di cacciarti.

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Partiamo da qui:

Facebook ha comunicato all’Ansa:

Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram. Candidati e partiti politici, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia. Gli account che abbiamo rimosso oggi violano questa policy e non potranno più essere presenti su Facebook o Instagram.

Ora io sono assolutamente d’accordo sul fatto che:

  1. Facebook può applicare qualsiasi policy desideri ai propri servizi
  2. CasaPound e Forza Nuova (come la P2, la Mafia, la 'Ndrangheta e molti altri) sono nemici della Democrazia in Italia

Ma la “diffusione dell’odio” è una azione Politica.
L’odio è la loro ragion d’essere. Come la Curiosità è la nostra.
Dunque, quei contenuti, essendo stati rimossi a fronte di un’azione politica, sono stati rimossi per una ragione politica. O meglio con una ridicola scusa, visto che la Lega (fino a ieri partito di Governo) ha diffuso impunemente messaggi d’odio a tutto spiano per mesi.

In realtà nessuno legge i ToS (e ormai anche gli avvocati ci scherzano).

Ma detto questo, non stiamo parlando di una questione giuridica, ma di una questione politica.

Oggi Facebook ha il potere e il diritto, legale e politico, di OSCURARE CHI VUOLE.
Questa volta ve ne siete accorti solo perché loro volevano che ve ne accorgeste.
Vogliono dire a tutti “Vedete? Noi combattiamo l’odio!”
Come se CP e FN fossero gli unici a diffondere sistematicamente odio su Facebook.

CP e FN non meritano di essere difesi.
Ma oscurarli li trasforma in vittime, facendo loro un favore!
Vanno messi alla berlina. Lasciati visibili e sconfitti con argomenti civili e democratici.
(e qui sul forum, chi vuole ha potuto vedere come questo metodo funzioni alla grande)

Si chiama Peer pressure.

Ed è diventata manipolazione di massa attraverso l’uso dei dettagliatissimi profili psicologici che costruiscono non solo attraverso ogni singolo click su Facebook, ma su tutti i siti che vi puntano o che espongono pulsanti like e menate simili.

Domanda interessante. Troverai la risposta chiedendoti: Cui prodest?

Una domanda cui però posso rispondere senza dubbio alcuno è “Chi l’ha permesso?”.
I nostri politici. Così incompetenti da non comprendere ancora oggi la gravità del problema.

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Condivido di seguito un’altra bella prospettiva Pirata sulla questione.

Si tratta della posizione assunta da Carlo Piana su Twitter a valle dell’uscita su Facebook.

Sulla “censura” da parte di Facebook ad alcuni esponenti e sul commento del Partito Pirata. A scanso di equivoci.

Facebook è quanto più distante vi sia dalla mia concezione di Internet. L’importanza data a Facebook da una fetta considerevole della popolazione mondiale è un male assoluto e prima ce ne rendiamo conto, meglio è. Detto questo, è una piattaforma privata, fa quello che vuole.

Come qualsiasi cittadino, deve rispettare le leggi. Difficile dire quali, ma ci sono dei limiti. Vi sono leggi che vietano alcune espressioni, tra cui l’apologia e la propaganda del fascismo e dell’odio: posso essere d’accordo o meno, ma vanno rispettate.

Un post del @partitopirata sembra avere una posizione agnostica e totalmente anti-censura. Io sono contrario come più volte detto alla censura, ma con alcuni limiti. Quali siano è difficile affermare e nel dubbio meglio errare nella libertà di pensiero. Detto ciò:

Altro è caratterizzarsi per l’antifascismo, altro è essere antifascista. Non potrei mai essere in un partito che tollera i fascisti, condoni metodi fascisti, si allei con partiti fascisti o para-fascisti (Lega in primis).

Il fascismo è la negazione della democrazia liberale. È un sistema tragico e totalitario di governo. Io sono radicalmente liberale soprattutto nella visione politica. Un liberale non può essere fascista o simpatizzante. Chi è liberale e fascista non è liberale: è fascista.

E per fascismo non parlo solo di chi vuole la ricostruzione del PNF o inneggia a Mussolini. Il fascismo è propugnare un modello di società totalitaria, uno stato etico, una forma di governo in cui le minoranze sono schiacciate e i diritti individuali recedono al potere statale.

Il fascismo è una forma di populismo, o demagogia, in cui un autocrate (singolo o partito) viene eletto a pieno rappresentante del “Popolo” e in nome di quello domina su tutti. “Fatti eleggere e parla” è proprio la rappresentazione plastica di questo atteggiamento.

Il “Popolo” esiste solo come concetto, non esiste una “volontà del popolo”. Esistono regole democratiche e individui che vi si esercitano per determinare, in comune, l’indirizzo politico, nella salvaguardia dei diritti individuali (Art. 2 Cost.).

Se siete su Twitter, vi invito a farla girare.

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