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IUFitalia2015 | contenuti | #0204 governo della rete

Keyword: modelli di governance, modelli di partecipazione, Internet Bill of Rights

Il modello multistakeholder e il rischio di regolamentazione della rete da parte dei governi e degli Over The Top a discapito dei diritti fondamentali delle persone, la cui possibilità di intervento risulta penalizzata. Come può la società civile incidere sulle decisioni? Quali i modelli, metodi, strumenti per fare rete al di fuori delle bolle social?

Intanto segnalo il thread relativo all’IGFitalia2015, in cui ci sono i link alla registrazione video di tutta la conferenza, oltre al documento sul modello di governance caldamente consigliato da Confindustria Digitale:

Trovo la Bill of Rights molto miope in quanto incentrata sul modello d’uso client/server, ossessionata dal concetto che le ditte ci creano gli spazi di conversazione mernte in realtà gli spazi dovrebbero essere nostri e ci mettiamo in contatto con le ditte quando abbiamo interesse nei loro prodotti e servizi. Una rete diversa, dove gli spazi di conversazione appartengono ai cittadini, è realizzabile. Implica enormi cambiamenti tecnologici e una pacca sulla spalla da parte del legislativo.

Completamente diverso invece il discorso sulla governance. Qui è ovvio per noi Pirati che la via da seguire deve essere orientata alla democrazia liquida… che sia nella odierna incarnazione client/server o in una futura variante di distributed computing. In ogni caso la democrazia liquida permette che le questioni regolative della rete non si disperdano nei soliti meccanismi rappresentativi che alla fine non riescono a rappresentare mai.

A proposito del modello di governance e della proposta Confindustria/Pupillo, segnalo: Modello quadriga per l’Internet Governance in Italia (di Lorenzo Pupillo, Telecom Italia | 29/10/2015)

Segnalo questo articolo del 20 aprile scorso di Glauco Benigni (che interverrà anche a #IUFitalia2015), molto pertinente in questo tavolo, perché è a commento del convegno che si è svolto il 14 aprile 2015 alla Camera dei Deputati proprio sulla governance di Internat.

Internet Governance. La società civile è uno stakeholder, ma (forse) non lo sa

L’unica rappresentante della Società Civile che è intervenuta al Convegno è stata Cristina De Paoli di Save the Children Italia, cioè il ramo di una organizzazione che opera in 120 paesi del mondo. Dov’era la Società Civile italiana? Forse non li hanno invitati? Chissà? Forse la gran parte della Società Civile italiana, attiva in Internet, non sa nemmeno di essere considerata uno degli stakeholder. http://www.key4biz.it/internet-governance-la-societa-civile-e-uno-stakeholder-ma-forse-non-lo-sa/116728/

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La farsa dell’Internet Governance e l’illusione multistakeholder

Perché ci aspettiamo che queste iper-strutture “multilaterali” funzionino se si sono rivelate inutili finora? Esiste già una struttura per la gestione collettiva di Internet: noi, i cittadini, siamo tutti comproprietari di Internet, se si considera Internet come l’insieme dell’Infrastruttura, delle sue tecnologie, e soprattutto la somma di attività, dati e contenuti che tutti noi contribuiamo a far esistere.

Partecipazione, European Commission style: http://berlaymonster.blogspot.de/2015/04/the-19-tweets-of-eu-tweetchat.html

Urethra Franklin ha vinto.

Ecco la trascrizione del tavolo sul tema della Governance: https://pad.partito-pirata.it/p/IUFitalia2015-report-0204-governance

Correggete pure quello che ritenete opportuno, è un invito rivolto soprattutto a chi ha partecipato al tavolo